In breve. Se il libro l'hai scritto tu e la pubblicazione non è organizzata come un'impresa, le royalty di Amazon KDP sono diritti d'autore: niente partita IVA e niente contributi INPS. Si tassano con l'IRPEF, insieme agli altri tuoi redditi, sul 75% di quanto incassi (sul 60% se hai meno di 35 anni). Amazon non trattiene nulla per l'Italia: le dichiari tu. Se invece gestisci un catalogo, fai scrivere i libri ad altri o all'AI, o lavori con pubblicità continua, il self-publishing può diventare un'impresa, con partita IVA. Per le vendite negli Stati Uniti compila il modulo W-8BEN: senza, Amazon trattiene il 30%; con la convenzione Italia-USA la trattenuta è zero.
1.Il libro l'hai scritto tu? Sono diritti d'autore
Quando pubblichi su Kindle Direct Publishing non vendi il libro: lo vende Amazon, che stampa e spedisce. Tu gli concedi il diritto di distribuirlo e ricevi una percentuale, la royalty. Per il fisco italiano è utilizzazione economica di un'opera da parte del suo autore. Le regole sono queste:
- tipo di reddito: assimilato al lavoro autonomo (art. 53, comma 2, lett. b del TUIR);
- imponibile: le royalty incassate nell'anno meno una deduzione forfettaria del 25%, o del 40% se hai meno di 35 anni quando le incassi (art. 54-octies del TUIR);
- imposta: IRPEF e addizionali, sommando questo reddito a stipendio, pensione o altri redditi;
- IVA: no. La concessione dei diritti da parte dell'autore è fuori dal campo dell'IVA, quindi la partita IVA non serve;
- contributi INPS: non dovuti sui diritti d'autore, se non sei iscritto a una cassa professionale.
Lo pseudonimo non cambia nulla: conta chi ha scritto il libro, non il nome in copertina.
Il limite dei 5.000 euro che si sente spesso riguarda il lavoro autonomo occasionale e i contributi INPS, non i diritti d'autore. Per le royalty da opere tue non c'è una soglia oltre la quale scatta la partita IVA: conta come lavori, non quanto incassi.
2.Quando il self-publishing diventa un'impresa
La regola dei diritti d'autore vale se i redditi non nascono da un'attività d'impresa. Non c'è una norma scritta apposta per il self-publishing: si guarda come lavori. I segnali che ti portano verso l'impresa sono:
- un catalogo di decine di titoli, scelti per nicchie di mercato e pubblicati con regolarità;
- libri scritti da altri (ghostwriter) di cui compri i diritti: in quel caso l'autore non sei tu;
- pubblicità su Amazon sempre attiva, gestita come un costo di produzione;
- più account, collaboratori, una struttura che lavora per te.
In questi casi servono la partita IVA (codice ATECO 58.11.00, edizione di libri), l'iscrizione al Registro delle imprese e una contabilità. Il reddito diventa d'impresa e le spese, pubblicità compresa, si deducono secondo il regime scelto. Il regime forfettario è possibile se ne hai i requisiti.
Libri scritti con l'AI. Dal 10 ottobre 2025 la legge sul diritto d'autore protegge le opere dell'ingegno umano; quelle fatte con l'aiuto dell'intelligenza artificiale solo se sono il risultato del lavoro intellettuale dell'autore (L. 132/2025). Un libro generato quasi del tutto da un software rischia di non essere un'opera dell'ingegno, e allora le royalty difficilmente si possono trattare come diritti d'autore. Usare l'AI per rivedere o impaginare un testo tuo è un'altra cosa. Su questo punto l'Agenzia delle Entrate non si è ancora espressa.
3.Sei dipendente: devi pagare i contributi da commerciante?
Se le royalty sono diritti d'autore, no: i contributi non sono dovuti, lavoratore dipendente o no.
Se il self-publishing è un'impresa, l'iscrizione alla gestione INPS commercianti scatta solo quando l'attività è svolta con abitualità e prevalenza. Per chi lavora a tempo pieno come dipendente, di regola la prevalenza manca e l'iscrizione non è dovuta. La Cassazione chiede però di verificarla caso per caso, e con il part-time il quadro è meno netto.
4.Le spese si scaricano?
Dipende dal regime:
| Situazione | Pubblicità Amazon, copertine, software |
|---|---|
| Autore, diritti d'autore | Non si deducono. C'è solo la deduzione forfettaria del 25% (40% sotto i 35 anni), che le copre per legge. |
| Impresa in regime forfettario | Non si deducono una per una: si applica il coefficiente di redditività sui ricavi. |
| Impresa in contabilità semplificata o ordinaria | Si deducono, con le regole del reddito d'impresa. |
Se la tua pubblicità costa più del 25% di quello che incassi, è un segnale: probabilmente stai già lavorando come un'impresa, e conviene fare il conto con un regime d'impresa.
5.Come si dichiarano le royalty
Amazon non è un sostituto d'imposta italiano e non trattiene nulla per l'Italia. Le royalty le dichiari tu, per l'anno in cui le incassi:
- nel 730 (modello 2026): quadro D, rigo D3 codice 1 (diritti d'autore percepiti dall'autore), indicando l'importo lordo e nessuna ritenuta. La riduzione del 25% o del 40% la applica chi ti presta l'assistenza;
- nel modello Redditi: quadro RL, sezione III, rigo RL25.
Tieni i resoconti mensili dei pagamenti di KDP: sono la prova di quanto hai incassato e quando.
6.Vendite negli Stati Uniti: il modulo W-8BEN
Sulle royalty delle vendite americane gli Stati Uniti applicano una ritenuta del 30%. Si evita compilando nel tuo account KDP l'intervista fiscale, che genera il modulo W-8BEN:
- dichiari la residenza fiscale in Italia e il tuo codice fiscale;
- richiami la convenzione Italia-Stati Uniti, articolo 12, paragrafo 3: le royalty per opere letterarie sono tassate solo nel paese di residenza;
- la ritenuta americana scende a zero.
Il modulo va rinnovato ogni tre anni, quando KDP lo chiede. Se sei in ritardo, Amazon torna a trattenere il 30%.
Lo zero vale per le opere letterarie. Software, film e registrazioni hanno aliquote diverse. E la ritenuta zero negli Stati Uniti non toglie nulla in Italia: le royalty americane si dichiarano come tutte le altre.
7.Hai già la partita IVA?
- Libri sul tuo lavoro (per esempio un consulente che scrive del proprio settore): con il regime forfettario, i diritti d'autore legati all'attività si sommano ai compensi e seguono il forfettario. Quelli non legati all'attività restano separati e si tassano come al punto 1.
- Se inserisci la partita IVA in KDP: per le vendite europee ti paga una società Amazon con sede in Lussemburgo. È un committente estero: la fattura, che Amazon emette per conto tuo se accetti la fatturazione automatica, va senza IVA italiana con inversione contabile. Da forfettario devi essere iscritto al VIES e presentare gli elenchi Intrastat dei servizi resi.
8.Cosa fare adesso
- Hai scritto tu il libro e pubblichi ogni tanto: non aprire la partita IVA. Dichiara le royalty nel 730 o nel modello Redditi.
- Hai venduto negli Stati Uniti e vedi trattenute del 30%: completa o rinnova l'intervista fiscale su KDP.
- Stai costruendo un catalogo, con ghostwriter, AI o pubblicità continua: valuta prima di crescere se sei già un'impresa, e quale regime ti conviene.
- Sei dipendente e il self-publishing sta diventando un secondo lavoro: controlla prima la questione dei contributi.
- Non hai dichiarato le royalty degli anni passati: si può rimediare con una dichiarazione integrativa, e prima lo fai, meno costa.
Pubblichi su Amazon e non sai in quale dei due casi sei?
Prenota una consulenzagratuita · 15 minutiContenuto informativo, non sostituisce una consulenza personalizzata. La distinzione tra diritti d'autore e impresa dipende dal caso concreto: fa fede la data di aggiornamento in cima alla pagina. Fonti: TUIR (art. 53, comma 2, lett. b; art. 54-octies, introdotto dal D.Lgs. 192/2024); Agenzia delle Entrate, risposta a interpello n. 13/2026; DPR 633/1972 (art. 3, comma 4, lett. a; art. 7-ter); INPS, messaggio n. 19435/2013; L. 662/1996 (art. 1, comma 203) e Cass. ord. n. 18331/2020; L. 633/1941 (art. 1) come modificata dalla L. 132/2025; Convenzione Italia-Stati Uniti del 25 agosto 1999 (art. 12, par. 3), ratificata con L. 20/2009, e Technical Explanation del Dipartimento del Tesoro USA; circolare AdE n. 9/E/2019; istruzioni al modello 730/2026 e al modello Redditi PF. © AR Studio — arstudioconsulting.it